Il Notaro


Qui in Lussemburgo il Notaro è uno dei ristoranti italiani più conosciuti, vuoi per la posizione in cui si trova, (Clausen, nota zona di movida notturna ma anche location suggestiva nella quale recarsi per passeggiare e ammirare le bellezze naturali e architettoniche della città), vuoi per l’ottima cucina, vuoi per l’immensa cantina che conta circa 1300 etichette.
Insomma, ci sono tanti buoni motivi per andare a mangiare al Notaro!

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Entrando si percepisce subito “l’aria di casa”, il ristorante è a conduzione famigliare, il personale parla (e per gran parte è) italiano. Il locale è arredato con con mobili in legno scuro, pareti dai toni caldi, quadri e luci soffuse al punto giusto che creano un’atmosfera accogliente e rilassante.

La famiglia Notarorberto ha origini Cilentane e, oltre al Notaro, possiede una “bottega” a Foetz (“Enoteca italiana“) in cui potete trovare prodotti italiani di tutti i tipi (salumi, formaggi, olio, vino, caffè, pasta, etc).

Inoltre, giù nel Cilento, ha avviato un’azienda agricola (“Albamarina“), nella quale si producono ottimi vini (come il Fiano che vedete in foto, che ho gustato qualche settimana fa accompagnato ad un meraviglioso vassoio di salumi e formaggi toscani di cui vi parlerò in dettaglio tra poco).

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Se poi avete voglia di passare una serata tra amici, magari durante una di quelle domeniche lussemburghesi in cui non c’è molto da fare, quando i negozi e la maggior parte dei locali sono chiusi e la città sembra rilassarsi nell’attesa del lunedi lavorativo, potete recarvi da “Culturando” per l’aperitivo.
Sì, avete “sentito” bene, finalmente la domenica anche in Lussemburgo c’è qualcosa da fare!
Anche il “Culturando” è un’iniziativa Notaroberto e nasce come location in cui è possibile degustare vini provenienti da varie cantine italiane e buon cibo, in un ambiente informale e tranquillo.

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Tornando al Notaro, sappiate che i prodotti arrivano direttamente dal Cilento, esattamente dal mercato ortofrutticolo di Capaccio Scalo. I piatti seguono la stagionalità e potete trovare anche prodotti senza glutine, come la pizza.

Vi avevo accennato al “superbo” piatto di salumi toscani, che dire? Uno spettacolo!

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Abbiamo assaggiato:
– prosciutto di capra
– capicollo
– Buristo detto salsiccia di sangue
– salame di cinghiale
– soppressa mista
– crostini con fegatini
– crostini con funghi champignon e porcini
– bruschetta con guanciale
– 2 tipi di pecorini toscani

Splendida partenza, una sorta di festival del gusto. Davvero.

Dopo l’esperienza dell’antipasto siamo passati a un profumatissimo piatto di paccheri con sugo al porcelletto (si scioglieva in bocca).

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Devo dire che a questo punto ero già piena, ma quando ho visto arrivare lo stinco di agnello, cotto durante la notte per 8h a 70°, accompagnato da finocchi gratinati e patate al forno, ho capito che sarei finalmente “morta felice”…e un po’ brilla!
Eh sì, perchè il tutto è stato annaffiato da “bollicine” prima, Fiano e Etna Rosso durante ed un fornito mix di liquori/digestivi dopo.

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Non c’è stata una cosa che non mi sia piaciuta (come sempre capita quando mangio qui). I risotti, il pesce (che arriva ogni mercoledì e venerdì), le pizze cotte al forno a legna e i dessert. Ogni cosa curata nei dettagli, dalla preparazione alla presentazione.

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Tutto questo è stato creato da Mario, che ha lasciato l’Italia anni fa per trasferirsi qui e con forza di volontà e tanta passione è riuscito a realizzare il suo sogno.
È la storia di un “expat“, come me, come tanti di voi, lontani dai nostri cari, dalla nostra terra che affronta l’esperienza dell’espatrio con curiosità, iniziativa e coraggio.

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Ritengo la sua storia un esempio di grande motivazione, basti pensare che (pare senza parlare inglese) Mario andasse in giro per l’Europa a presentare i suoi vini e che ha lavorato incessantemente per costruire qualcosa che potesse essere un esempio positivo dell’italianità all’estero.
É tangibile l’amore che ha riposto in tutto ciò che ha realizzato ed è stato bravo anche nel coinvolgere la sua famiglia nel portare avanti il suo progetto.
Parlando con Livio, uno dei suoi figli, potevo leggergli negli occhi tutta l’ammirazione per suo padre e ho visto in lui la voglia di andare avanti e di continuare ciò che Mario ha iniziato.

Un grande in bocca al lupo ai Notaroberto, che ci deliziano con le loro specialità e ci fanno sentire un po’ più vicini a casa.

Ringrazio Livio per la piacevolissima chiacchierata…tra una portata e l’altra, un brindisi e una risata (che non guasta mai)…

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6 pensieri su “Il Notaro

  1. Bellissime foto per pietanze superbe….se dovessi passare da lì (e prima o poi lo farò) non mancherò certo di spendere un po’ del mio tempo seduta ad un tavolo di questo ristorante…e non sarà sicuramente tempo speso male!!!

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  2. Pingback: La Foire de Printemps | F4OD

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